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CRITERI DI DIMENSIONAMENTO
Esiste una serie di parametri
importanti da tenere in considerazione per la concezione di un impianto di
evacuazione di fumo e calore.
OBIETTIVO
L'evacuazione automatica
provvede a creare una zona priva di fumo nei fabbricati interessati, con l'intenzione
di raggiungere in tal modo due obiettivi:
1. Protezione delle uscite di
emergenza
La protezione delle uscite
di emergenza ha, rispetto ad altre misure protettive, la priorità in
assoluto. L'impianto di evacuazione deve garantire che le uscite di sicurezza
siano prive di fumo. Ciò è indispensabile soprattutto quando,
in edifici come i centri commerciali, c'è una grande concentrazione
di persone che devono essere evacuate in caso di necessità. In tale
emergenze una zona priva di fumo di ca. 2 o 3 metri può essere già
sufficiente.
2 Protezione contro danni da
incendi
In padiglioni industriali
di produzione o magazzini, devono essere protetti, oltre alle persone, anche
i fabbricati e i materiali. Grazie al funzionamento degli EFC, le macchine
e i beni immagazzinati rimangono in una zona priva di fumo. L'altezza della
zona senza fumo deve quindi essere generalmente maggiore di quanto sia necessario
per la protezione delle uscite di sicurezza.
ALTEZZA
Il rapporto tra l'altezza
dell'edificio e la zona priva di fumo viene determinato da due fattori:
1 Altezza assoluta
L'altezza assoluta del
fabbricato influenza la determinazione della profondità dello strato
di fumo caldo, rispetto all'altezza della zona priva di fumo.
2 Zona priva di fumo
La profondità dello
strato di fumo, rispettivamente la zona priva di fumo nel fabbricato, può
variare a seconda del tipo d'impiego del padiglione.
RISCHIO
D'INCENDIO
Nel dimensionamento della
zona priva di fumo, la caratteristica di un incendio potenziale è di
importanza basilare. Detta caratteristica risulta dall'infiammabilità,
dalla disposizione e dalla quantità del materiale riposto nel locale,
nonché dalle condizioni specifiche di produzione e di costruzione;
questo per elencare soltanto alcuni fattori. In un deposito di ferro, il pericolo
d'incendio è certamente minore rispetto ad una tipografia o a uno stabilimento
per la trasformazione di materie plastiche. Questi parametri individuali devono
essere considerati nel calcolo.
VELOCITÀ
DI PROPAGAZIONE
Il pericolo d'incendio
aumenta in proporzione alla velocità di propagazione delle fiamme,
la quale a sua volta dipende dai parametri indicati precedentemente.
I seguenti esempi dimostrano
che la velocità di propagazione di un incendio può differire
considerevolmente a seconda del materiale. Inizio dell'incendio, velocità
di propagazione delle fiamme, e il tempo fino all'arrivo dei vigili del fuoco,
sono elementi che determinano la dimensione dell'incendio nel momento dell'inizio
della sua estinzione. Su ciò ci soffermeremo più dettagliatamente
nel capitolo Tempo.
IL
FATTORE TEMPO
Quattro fasi temporali
sono rilevanti per lottare con successo contro un incendio ed in particolare
per il dimensionamento dei sistemi EFC.
1. Il tempo trascorso
tra il principio di un incendio fino alla sua scoperta. Se si dipende da una
percezione visuale, quindi da persone che individuano il fuoco e ne danno
l'allarme, può passare molto tempo. Soprattutto se esso divampa quando
non c'è nessuno nell'edificio, come per esempio durante il fine settimana
o di notte. In questi casi il metodo più sicuro per scoprire un incendio
è un idoneo impianto automatico di rivelazione incendi.
2. Il tempo trascorso
tra la segnalazione dell'incendio e l'arrivo dei vigili del fuoco.
Per determinare questo
arco di tempo vanno considerati ulteriori fattori:
Quali vigili del fuoco
vengono allarmati? Anche se i vigili del fuoco dell'impresa sono sul luogo,
di solito la loro capacità è limitata. I vigili professionisti
più efficienti, devono prima salire sugli automezzi e arrivare sul
luogo dell'incendio. Con i vigili del fuoco volontari passa normalmente più
tempo ancora, perché i singoli membri devono essere informati per telefono,
per poi arrivare alla sede dei vigili, salire sui veicoli, e quindi recarsi
sul luogo dell'incendio.
Un fattore di non poca
importanza è la posizione geografica, perché un incendio nelle
vicinanze dei vigili del fuoco è diverso da uno ad una considerevole
distanza.
La raggiungibilità
del luogo dell'incendio dipende anche dal traffico. Le ore di punta o altri
ostacoli, come ponti e passaggi a livello con sbarre, possono comportare notevoli
ritardi.
4. Il tempo che trascorre
tra l'arrivo dei vigili del fuoco e l'inizio dei lavori di estinzione. Deve
essere chiarito, se i vigili hanno libero accesso al fabbricato rispetto al
focolaio d'incendio. Cancelli chiusi, recinti, barriere e porte possono pregiudicare
i lavori di estinzione in modo considerevole. Al contrario i depositi delle
chiavi, per i quali i vigili del fuoco hanno una chiave universale, permettono
in qualsiasi momento l'accesso libero dell'edificio.
COMANDO
Il rilevamento automatico,
la segnalazione, gli immediati provvedimenti antincendio attivi e passivi
e soprattutto l'azionamento automatico o manuale di impianti EFC, riducono
notevolmente la propagazione di un incendio. LA rinuncia a tali misure ha
comportato nella pratica, serie difficoltà ai vigili del fuoco, in
quando a causa dell'intensità del fuoco e del fumo, l'incendio non
poteva più essere localizzato e quindi spento. I sistemi automatici
antincendio funzionano in modo diretto e veloce, evitando così che
un piccolo incendio si trasformi in una catastrofe.
COSTRUZIONE
DELL'EDIFICIO
Accanto ai fattori della
caratteristica dell'edificio e lo sviluppo del fumo, anche il calore che si
sprigiona è un criterio importante. Questo a sua volta dipende dal
materiale che brucia, dall'entità dell'incendio e da tutte le condizioni
che possono favorire o contrastare lo sviluppo del calore.
Il periodo di resistenza
di un fabbricato all'influenza delle fiamme viene determinato, tra l'altro,
dai materiali utilizzati per la costruzione. Una costruzione d'acciaio tradizionale,
utilizzata in genere nel settore industriale, a 600§C comincia a presentare
trasformazioni della struttura del materiale, determinandone in seguito, il
crollo.
Contrariamente a ciò,
certe costruzioni di calcestruzzo possono essere esposte a temperature più
elevate per un periodo più lungo. La maggiore resistenza alle fiamme,
per un pericolo relativamente lungo, la garantiscono le costruzioni in legno.
La temperatura ammessa sotto il tetto, viene perciò determinata anche
dal materiale da costruzione utilizzato.
STATO DI FUMO
Al di sopra di
un focolaio d'incendio il fumo sale e si estende verso i due lati, con un
angolo di ca. 15°.
Questo è dovuto
al fatto che l'aria calda in salita, risucchia l'aria fredda lateralmente.
Di conseguenza il diametro della colonna di fumo aumenta con l'incrementare
dell'altezza. E quanto più alta è la colonna di fumo, tanto
è più intensa è la miscelazione con l'aria fredda. Ciò
significa che quanto più bassa è la zona priva di fumi, tanto
più alta è la temperatura. Il calcolo della temperatura nello
strato di fumo è importante nel contesto della refrattarietà
del fabbricato.
APERTURE
PER L'IMMISSIONE DELL'ARIA
Quando in un edificio
esistono aperture di immissione dell'aria, il che rientra nella normalità,
è necessario determinare l'altezza della linea neutra nell'ambiente.
Per linea neutra s'intende il limite al di sopra della quale l'aria presenta
una sovrappressione rispetto all'aria esterna. Al di sopra di questa linea
l'aria ha una pressione negativa. In questo modo l'aria viene espulsa al di
sopra ed aspirata al di sotto della linea neutra, grazie alla differenza di
pressione descritta in precedenza. Nel caso in cui le aperture per l'immissione
dell'aria si trovano nella zona dello strato di fumo, si formano delle turbolenze,
che devono essere assolutamente evitate.
COMPARTIMENTI
A SOFFITTO DI CONTENIMENTO FUMO
Per i calcolo della zona
priva di fumo va presa i considerazione la formazione di compartimenti di
contenimento fumo. Una tale suddivisione è indispensabile, altrimenti
il fumo che sale si estende, si raffredda, calando nella zona priva di fumo
e, in seguito ad effetti termici, aspirato nuovamente dal focolaio. In questo
processo il valore d'isolamento del tetto è di importanza notevole.
DA analisi empiriche sappiamo che u compartimento di contenimento fumo non
deve superare i 2000-2500 m2, o un lato di lunghezza di 60m. Un edificio può
essere suddiviso in due modi diversi:
1. Suddivisione
naturale in base alla forma ed al tipo di costruzione del fabbricato.
2. Suddivisione
con cortine di contenimento fumo.
SCELTA
DEI MATERIALI
I materiali per realizzare
i sistemi di evacuazione devono soddisfare particolari esigenze.
1. Aspetti tecnici.
Il materiale per la produzione
degli EFC non deve assolutamente contribuire all'espansione del fuoco. Inoltre
esso non deve deformarsi (come ad esempio fa l'acciaio) e quindi bloccare
l'apertura per la fuoriuscita del fumo e calore. Si raccomanda l'uso dell'alluminio,
il quale a temperature eccessive passa direttamente dallo stato solido a quello
liquido. I sistemi di evacuazione di fumo e calore devono essere costruiti
in modo da garantire il funzionamento in caso d'incendio, ma anche in qualsiasi
condizione atmosferica nonché in caso di mancanza di corrente elettrica.
La forma dell'apparecchio deve rendere pressoché impossibile l'espandersi
dell'incendio al tetto.
2. Dimensionamento dell'EFC
A seconda del tipo d'incendio,
un'apertura sul tetto troppo grande può mancare il suo scopo, poiché
l'aria fredda viene aspirata attraverso lo strato di fumo. In tal modo il
fumo scende, diffondendosi nell'edificio. È quindi più indicato
l'utilizzo di più unità EFC di minori dimensioni.
3. Evacuazione del fumo naturale
o meccanica.
Sulla base dei suddetti
criteri e in rispetto della costruzione dell'edificio, viene stabilito un
concetto di evacuazione del fumo naturale o anche meccanica.
POSIZIONAMENTO
Il posizionamento delle
rispettive unità EFC si basa sul tipo e sui più frequenti rischi
d'incendio, concentrando gli apparecchi chiaramente nei punti in cui il pericolo
è maggiore e distribuendo gli altri equamente in modo da far fronte
a ogni rischio d'incendio.
APERTURE
PER L'IMMISSIONE DELL'ARIA
Senza aperture per l'aria
di alimentazione correttamente disposte, un sistema EFC non può funzionare.
La capacità dell'aria di alimentazione deve corrispondere almeno a
duella dell'aria viziata. Le possibilità date sono:
- sfruttamento di porte
o finestre esistenti
- Montaggio di aperture
di alimentazione aria su facciate o parete
- sfruttamento di aperture
sul tetto esistenti, appartenenti ad altri compari di fumo.
AVVERTENZA
È chiaro che il
presente capitolo non può che delineare soltanto alcune delle principali
regole per il dimensionamento dei sistemi per l'evacuazione di fumo e calore.
Nel caso di rilevanti problemi di protezione antincendio, in relazione a un
edificio esistente o in costruzione, il servizio di consulenza e pianificazione
della BornTrading SA è a vostra completa disposizione.
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